il legno di bosso

buxus sempervirens [i]

caratteristiche

– eccezionale durezza[ii], compattezza, resistenza e flessibilità [iii] [iv]

– eccezionale lentezza: il diametro aumenta di 1mm l’anno (100 anni per 10 cm)

– eccezionale adattabilità alle condizioni più sfavorevoli del terreno e del clima; al

gelo e alla siccità, all’oscurità dell’ombra più fitta [v] e al fuoco degli incendi.

– uno dei pochissimi legni al mondo che non galleggiano

– l’unico legno europeo che riunisca in sé le caratteristiche di quelli esotici

– per la sua compattezza è suscettibile di <bellissimo pulimento>

– il suo ceppo presenta <un bellissimo marmorato, delle figure bizzarre e

svariatissime, color più oscuro del legno>.

– la radice, che è grandissima e fortissima[vii], è piena di nodi e di tuberosità come il

tronco e i rami grossi.

uso

– apprezzatissimo da Ebanisti e Tornitori, così come da Scatolinai e Stipettai, e

in molte altre arti [viii], per esempio la xilografia e l’orologeria [ix] [x]

– se ne fanno scatole e bussolotti per contenere gioielli e oggetti preziosi,

strumenti matematici e scientifici, bussole, orologi solari portatili, montature per

oculari e obiettivi; e ancora, strumenti musicali a fiato, sculture, modellismo,

scacchi, bocce da gioco[xi], centimetri, regoli, martelletti, astucci, pettini, cucchiai,

forchette, manici, bossoli, fischietti, cannelli, tabacchiere, giuochetti ed altro

– di bosso sono i flauti frigi, le pissidi, le tavolette da scultura, il titulus crucis[xii],

i martelli delle logge massoniche, l’Apollo con la testa dorata] [xiii]

– il miglior legno per gli archi: un arco di bosso faceva la differenza sia sul terreno

di caccia che su quello di guerra

– conosciuto già dall’uomo di neandertal, che iniziò a usarlo quando scoprì di

poterlo lavorare più facilmente con il fuoco. v. i primi digging sticks. [xiv]

 

dove si trova

quello sopravvissuto al flagello della piralide lo si trova nelle siepi centenarie dei vecchi giardini all’italiana[xv], o intorno a qualche vecchio cimitero[xvi]. Ormai difficilissimo trovarlo allo stato spontaneo. Delle sessanta specie di bosso, il semper virens è il più pregiato.

 

etimo

la parola bosso proviene dal persiano baxas, che significa legno

  1. πύξος[xvii], v. radice IE bHu, crescere [xviii]

il bosso è dunque il legno per antonomasia

( box, bussola[xix], bossolo, bussolotto, pissidi <- πυξίς, scatola di bosso [xx] [xxi] )

 

note

[i] Famiglia: Buxaceae; Genere[i]: Buxus; Specie: Buxus sempervirens

[ii] legni duri: l’acero, la farmia, il carpino, il ciliegio selvatico, il frassino, l’acacia, l’olmo, il rovere, l’albicocco, il pero, il pitch-pine, il noce d’America, l’agrifolglio. legni durissimi: il corniolo, il susino, l’olivo, la photinia, il limone, il leccio, il pesco, il bosso, alcune specie di pruni, la sughera, l’erica. legni ossei: il guaiaco, l’ebano.

[iii] flessibile ma indeformabile

[iv] il più duro, il più denso e il più pesante di tutti i legni d’europa non iscrepola né va in carie mai

[v] può sopportare una luminosità inferiore di 180 volte la luminosità abituale

[vii] il consolidamento del terreno potenzialmente franoso dei boschi di montagna per il suo robusto e ampio apparato radicale

[viii] Cartolai e Pettinai: le segature del bosso, quando sono ben fine, servono per polverino sulla carta scritta di fresco; ond’è che i Cartolai e i Pettinai ne vendono molto in francia

[ix] incisione in rilievo La tecnica è di origine cinese e le prime stampe su carta risalgono all’VIII secolo d.C. L’incisione ebbe poi grandissimo sviluppo con l’invenzione e la diffusione della carta. In Europa fin dal XIV secolo si producono le prime xilografie. Nel Cinquecento l’incisione diventa il mezzo per illustrare i primi libri a stampaXilografia di testa

È il solo legno che si adoperi per fare le tavole intagliate da stampare per vignette e simili oggetti, le quali tavole, quando siano ben eseguite, danno un numero grandissimo di copie senza alterarsi.

[x] – in forma di stecchi è ampiamente utilizzato in orologeria per la pulizia dei movimenti d’orologio, ad es. per i fori di alloggiamento

– il legno di bosso, riscaldato, rilascia trementina. Questa, nelle operazioni di asciugatura delle ruote permetteva, oltre all’assorbimento dell’umidità residua, di lucidare al meglio le varie parti.

[xi] l’enorme biglia di bosso giallo Bel-ami guy de maupassant

[xii] lo stipes di cipresso, il patibulum di cedro

[xiii] la natura arbustiva della pianta ne ha limitato l’uso alla realizzazione d’oggetti relativamente piccoli, ma le caratteristiche che lo rendono così pregiato ne hanno favorito l’uso per la realizzazione di oggetti d’un certo valore, nei più svariati ambiti.

in tempi lontani non esistevano altri materiali altrettanto resistenti, stabili e facili da lavorare per realizzare contenitori, strumenti, piccole sculture, tavolette per la scrittura e manici per strumenti da taglio.

[xiv] “bastoni da scavo”, utilizzati da tutte le popolazioni di cacciatori-raccoglitori, anche da quelle attuali di Africa e Australia, per diversi scopi: raccogliere tuberi, rizomi, radici oppure utilizzati come pestelli, per la caccia di piccole prede o come clava. 

[xv] per la sua capacità di ben prestarsi all’arte topiaria, viene “scolpito” nelle più diverse forme

[xvi] l’essere così duro e resistente, la stessa conformazione dell’apparato radicale, possono simboleggiare fermezza e capacità di adattamento. l’essere sempervirens, sempre verde, può simboleggiare la rinascita continua, rimandare in qualche modo all’idea di eternità. Questo può spiegare la sua presenza intorno ai cimiteri.

[xvii] πύξ, pugno chiuso

[xviii] si ricordi in particolare l’ipotesi di ricondurre il vocabolo all’area micrasiatica, riconnettendolo alla radice IE bHu, crescere (cf. Gr. Fuo e Arm. Boys, pianta) o beugh, arcuare

[xix] la scatola che originariamente conteneva la bussola

[xx] una possibile ragione alla base del legame materiale ed etimologico tra il bosso e questo recipiente può risiedere nelle virtù attribuite a questo legno in relazione alla conservazione di droghe e preparati farmaceutici. Stando all’opinione di Dioscoride, infatti si riteneva che i contenitori lignei, i più indicati per i medicamenti con una componente liquida fossero quelli ricavati dal bosso

[xxi] Con il termine pisside (pyxis vaso), si indica una piccola scatola cilindrica in ceramica, dotata di coperchio, con un diametro medio di 10 cm, che veniva utilizzata nellaGrecia antica per contenere profumi, gioielli o unguenti medicinali.

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